
Yes, we do
Inglese, lingua universale, biglietto di ingresso nel fatato mondo della comunicazione mondiale e motivo principe del nostro soggiorno in Irlanda, bè si dai, dedichiamogli un post-icino tra i nostri racconti scombussolati di vita fuori porta.. Mamma e papà don’t worry! Our english is improving..!almeno abbiamo appurato che sopravviviamo in quel di IspeakInEnglish.. Sopravviviamo in quanto, tra l’altro, appartenenti alla categoria homo italianus famoso per l’attitudine a un accentuato e quanto mai utile gesticolare (questa si che è la lingua universale!) e dotato di una fantasia senza limiti.. Potremmo fare le svelte decantando le doti linguistiche ottenute in questo mese tra lo speaking della Lily e dei vari irishmen in giro per Kilkenny ma non vorremmo privarvi di una sana risata alle nostre spalle… d’altronde mamma insegna : l’importante è farsi capire … e certo il modo di farci capire lo troviamo!
Fermo restando che la nostra personale bibbia rimane il dizionario italiano-inglese spesso accade però che, nel momento del bisogno, è sempre nonmiricordodove ed è in queste situazioni che la fantasia produce le sue perle migliori:
Supermarket: Silvia, Marta e il dado da cucina.. E mò come je lo spieghiamo? Avvistiamo il commesso, lo puntiamo e lo avviciniamo con aria circospetta… “sorry (ci sta sempre e per almeno il primo iniziale approccio ci dà l’aria di irish!) we are searcing something to put in the water with this pasta” (indichiamo con aria speranzosa il pacco di MACARONI mentre disegniamo nell’aria una forma che dovrebbe ridare all’idea di un dado) il commesso sagace (tra le risate) ci porta dal nostro stock cubes mentre Silvia sorride a centosessanta denti e Marta grida “you are a genius” tra gli scaffali del superqueen..
Senza ombra di dubbio,però, le scene migliori sono quelle che ci vedono protagoniste insieme alla signora Lily (che ormai ha preso il nostro personale corso di inglese a cuore, preoccupandosi per la pronuncia di Marta, che rimanda più al romano di Pietralata che al british inglese, e l’odio cronico di Silvia per il past tense)…
Cena: Silvia, Marta, Lily … e il dizionario scomparso (ovvio nel mondo del nonmiricordodove) si parla di: Cibo (tanto per fare qualcosa di nuovo) Lamb, agnello diventa : the son of the ship, e questa nun fa una grinza
Ricetta per cucinare la patata, “you have to put it in …… cenere..cenere..cenere..cenere…com’è che si diceva??” “boh…” è in questa circostanza che la cultura ci dà una mano.. Cenere, Cenerentola… ma certo! Ovvio! Cindarella come non averci pensato prima! infatti l’intuitiva Lily (sempre tra ilari espressioni) ci capisce al volo!santa donna (quando vuole…); lo stesso per il camino, decisamente “the place in which Santa Claus go down” elementare Watson, no? A volte abbiamo poi la soddisfazione di scoprire che la fantasia non è poi andata tanto lontano dalla realtà… e lo scopriamo nel momento del “bisogno” letteralmente del bisogno… “sorry Where is the paper for the toilet?” e noi che credevamo di aver detto quasi eresia..invece..semplicemente la carta igienica è toilet paper ..geniacci geniacci… Come vedete qui andiamo alla grande! Sicuro non moriamo di fame (non sia mai!) e tra grammar rules, tanto cul… e il nostro gesticolare… impossible is nothing!!
Mentre scriviamo il post Lily sta tagliando il prato con jeans, magliettina a maniche corte e mega decespugliatore più alto di lei..le donne so proprio gajarde qui, nun c’è niente da fa!
Bye!
Silvia e Marta