
Appena finito di fare armi e bagagli, lasciamo la lovely Lily per qualche giorno, destinazione: Galway, Isole Aran, Cliffs of Moher, Conne Mara... zaino in spalla si parte per l'incontaminata Irlanda delle scogliere a strapiombo sul mare, dei luoghi incantati infestati di fate e leprecauni, di lande in cui la realtà si mischia alla fantasia dei cantastorie.. sperando che il tempo ci assista, perchè un po' di "sunshine" ci starebbe benissimo...
see you...

Come individuare un italiano in Irlanda:
Sei in Irlanda se:
See you later!
Silvia and Marta
10 buoni motivi per cui probabilmente Silvia non tornerà in Italia (e Marta potrebbe farci un pensierino con famiglia e friends al seguito)


Grazie per i commenti, ci fate sentire a casa!
Stiamo combattendo con la lina, Flikr e splider per cui l'aggiornamento va un po' a rilento.. al più presto saranno in linea le foto (si spera)
Oggi la capricciosa Irlanda si è svegliata un po' di malumore speriamo che nel pomeriggio si rallegri un po' così Silvia potrà finire di ustionarsi (ma è mai possibile ustionarsi in Irlanda? eh si.. questo posto deve avere proprio qualcosa di magico)
Andiamo a cucinarci qualcosa di commestibile (si è vero, gli italiani pensano solo al cibo!)
Questa la nostra ultma giornata al Tourist Hostel, e già sappiamo che ci mancherà, domani il trasloco da Lily, la redazione cambia così sede!
Ci mancate!
Marta e Silvia
Kilkenny, Tourist Hostel, 25 luglio 2008

Le cronache irlandesi cominciano con un po’ di ritardo ... ma meglio tardi che mai, no?
Dietro alla porta rossa di Parliament Street n.35 (con la serratura alla “Harry Potter”) si anima il quartier generale della nostra personalissima redazione estera dalla quale cercheremo di tenervi aggiornati quotidianamente (sempre che la connessione regga e che le nostre teste siano in grado di formulare concetti che si avvicinino almeno in lontananza a qualcosa di sensato!)..visto il ritardo è d’obbligo un “nelle precedenti puntate…” riassuntivo…
Da quando abbiamo messo piede in terra irlandese sono cominciate le avventure (tralasciando il pre-partenza con il pullman in avaria, le valige sovrappeso, il tizio della dogana con una passione per acquasanta terme, il ritardo di 50minuti dell’aereo che è stato magicamente recuperato dal nostro speedy-pilota, lo steward italiano con una vena alla zelig e il tentativo di portarci a casa jet + steward simpaticone con un gratta e vinci) appena effettuato il check-out all’aeroporto di Dublino, con tanto di valige, ci siamo fatte una rampata di scale prima di capire che l’uscita era da tutt’altra parte -nessuno ci chieda il perché abbiamo ignorato un mega cartello con su scritto “NO EXIT”, per fortuna gli irlandesi sono gentiluomini per cui almeno una valigia “è stata scesa” -come direbbe silvia- da un baldo giovine che ci ha indicato la retta via!dopo il primo incerto passo in terra celtica è filato tutto liscio e siamo arrivate in quel di Kilkenny: un’adorabile cittadina medievale piena zeppa di pub, chiese, edifici colorati con porte arlecchine e semafori che allo scattare del verde sembrano urlarti “corri corri corri” quando e se funzionano perché alcuni sembrano dipinti o dotati di vita propria e decidono autonomamente quando diventare verdi a prescindere dal resto. Mentre scriviamo la pioggia cade fitta sui tetti di Kilkenny e sul tourist hostel mentre una francese prepara la cena al piano di sotto, una californiana in giro per l’Europa chiacchiera con noi sdraiata nel letto, un canadese ha appena finito di mangiare i suoi spaghetti al ragù. Qui sembra che il mondo tutto si mischi e diventi un tutt’uno, l’inglese bene o male è masticato da tutti, c’è chi mastica meglio chi un po’ peggio ma il modo di capirsi si trova sempre. Si, l’ostello ha certo i suoi piccoli disagi, il bagno in comune, l’acqua gelida/da ustione, il cambiarsi di notte a luci spente per non svegliare chi dorme ma è una di quelle esperienze che almeno una volta nella vita vanno fatte, perché poi ritrovarsi a parlare in una cucina con un’olandese e una statunitense mentre chiedi a un canadese come sia Galway e lo guardi cucinare pasta italiana marca “Roma” non ha davvero prezzo!Questa è per noi l’Irlanda, questo crogiolo (’mazza che termine arguto è?) di nazionalità ed esperienze diverse, di suoni colori e modi di fare, di gentilezza e disponibilità quasi dimenticate.. L’Irlanda lunatica e capricciosa che ti promette il sole e ti regala pioggia quando meno te lo aspetti ma che poi si fa perdonare vestendosi del suo verde più intenso e del suo azzurro più limpido. Dopo esserci congratulate con noi stesse per essere finalmente riuscite, dopo vani e vani tentativi a scrivere il primo post va detto:
1 ’mazza gli irlandesi quanto … ci tengono alla famiglia, pance e bimbi ovunque!
2 appena arrivate in Irlanda, prime persone conosciute per caso, tre italiani… dai,su siamo peggio dei cinesi… everywhere!
Dall’Irlanda con furore… per ora è tutto… salutateci la nostra Italia… gli spaghetti e il caffè!
Un bacio a tutti
Marta e Silvia