“Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e
un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade"
Modena City Ramblers
Tempo di ritorni, di aerei atterrati su un asfalto caldo, di saluti, di valige da svuotare.. ebbene si, questa avventura è giunta ormai al termine, quaranta giorni sotto il cielo d’Irlanda, sotto la sua pioggia sottile e il sole che come un bambino si diverte a giocare a nascondino, dietro nuvole malandrine..
Quaranta giorni che lasciano più di quanto potessi immaginare prima della partenza… all’arrivo Roma mi ha abbracciata stretta, prima si è fatta ammirare da lassù, con il suo vestito più bello, da sera e poi mi ha avvolta con il tipico calore estivo che ti entra nelle ossa, oserei, nell’anima… mi è mancata la mia Roma eppure lì, nel verde delle distese Irlandesi ci ho lasciato un pezzo di cuore.. Nei suoi pub sempre pieni di note che riecheggiano fin sulle strade, tra le vie di un Kilkenny deliziosa, nella gentilezza di chi si fermava a fare due chiacchiere anche se l’inglese non era perfetto, nell' “Hi girl” di Lily, la mattina appena alzate …
Io la “casa” grazie all’Irlanda sono diventata “strada”, una strada da cui non si vede transenna, solo innumerevoli bivi, diramazione, indicazioni stradali, chissà forse persino erronee, di certo mutabili in men che non si dica …
Dicevo, tempo di ritorni e con i ritorni si affacciano impertinenti le riflessioni, pare che i viaggi lo facciano: Inducono a riflettere, su cosa poi è difficile da definire, pressoché è materia senza limitazioni … ho pensato tanto all’Italia… è tutto merito della prospettiva, più ti allontani più l’oggetto in esame si fa chiaro, nel mio caso si è fatta più chiara anche l’arrabbiatura e la delusione perché, cavolo, quante qualità, pregi, possibilità abbiamo noi e il nostro belpaese ma a differenza di gran parte degli altri stati europei (e non..) non sappiamo sfruttarli e un aereo è sempre pronto a partire, per portare i nostri sogni lì dove possono essere realizzati.. È bello viaggiare, guardare, vivere una vita diversa ma non lo è dover allontanarsi da luoghi che senti tuoi perché “non c’è futuro”, perché le ali sono tappate da contratti a progetto, perché “lavoro non si trova”, perché "non si arriva a fine mese" … sentir parlare italiani innamorati dell’Italia e sapere che non torneranno per queste ragioni è un po’ una pugnalata al cuore … meglio sorvolare…
è invece opportuno raccontarvi degli ultimi giorni a Dublino … che grazie al cielo ci ha graziate regalandoci un po’ di sole (ma per par condicio anche un po’ di pioggia)… abbiamo salutato Lily, non senza un magone al cuore.. Ormai ci eravamo abituate al suo “Hi girl” mattiniero, alle sue stramberie, alla stanza, a Missy ad apollo 13 (la lavatrice con una media di 6 centrifughe a lavaggio..tanto che sembrava decollare), alla colazione da favola (se c’erano “guests” ..altrimenti noi eravamo di famiglia -.-)… ci siamo sciolte quando si è presentata con due bustine co relativi bigliettini “Silvy” -alla francese- e “Marta”, collanina splendida con simbolo celtico.. Pesniero davvero gentile, ci ha commosse.. Foto di rito (obbligatoria) e trasferimento (sul fatto che ci ha praticamente sfrattate sorvoliamo)… la vacanza è finita in quel di Dublino, tra la visita alla Guinness storehouse, una passeggiata tra le vie del centro, Temple bar, O’ connor street, la capatina da Pennyes, zara and H&M e suop ai funghi in un pub dove mi sono sentita a casa.. -vi dico solo che c’era disegnato sulle pareti “l’ottobre rosso…”.. poi aeroporto di Dublino e epopea con i bagagli… mmm… eravamo tre donne … all’imbarco sembrava dovessimo partire per l’Alaska più che per Roma… ma siamo arrivate.. E tra l’altro siamo state anche le ultime ad uscire, Ciampino lo abbiamo praticamente chiuso noi… prima cosa che mi ci ha viste fare Roma è stata..divorare panino col prosciutto gentilmente preparato dalla mia mamma (che è un angelo!)…. Si chiude così la nostra avventura, non il blog, sul quale presto posteremo foto e consigli vari su chi vuole organizzare un viaggio in Irlanda..ormai abbiamo imparato qualcosina sul mondo celtico… ma prima di firmare questo post volevo ringraziare la mia comagna di viaggio.. Colei senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile… che mi ha sopportata, ascoltata e capita (soprattutto sopportata!e non è impresa facile!), e che è riuscita nel miracolo di rendermi (un minimo) meno disordinata! Grazie Silviè!!! Ora torno ai miei studi e alla mia casuccia sottosopra .. Torneremo a nuovo, agosto ha dato una bella imbiancata ad entrambe …
Marta

La città è tutta in fermento per la vittoria del Kilkenny sul Cork nella semi-finale di Hurling (lo sport più popolare di Irlanda). Donne, uomini e bambini si aggirano per le strade con magliette bicolore giallo-nero e dalle automobili sventolano bandiere a scacchi mentre nei pub si fa festa con il solito (i soliti) boccali di birra. Festa grande insomma da queste parti ma torniamo a noi... ci eravamo lasciati alla partenza per il Connemara.
Dopo una notte allietata da un fragoroso russare (tra l'altro tutto italiano) interrotto dal prvvidenziale intervento di un'australiana con poca voglia di passare la notte in bianco, prepariamoa armi e bagagli per la nostra nuova destinazione : il connemara!
facciamo amicizia con due simapatiche italiane e conoscenza con l'autista-guida del giorno: Mike! decisamente meno soportifero del collega con uno spiccato senso dell'humor e una passione sfrenata per rocce e pecore irlandesi... il landscape è da mozzare il fiato, paesaggi montani si sovrappongono a scenari tipici del mondo marittimo, la contraddizione si fa poesia, armonia.. unica nota dolente (ancora) il tempo.. putroppo il sole tano sperato non si decide ad entrare in scena.. a l'ora di pranzo siamo al nostro nuovo ostello, immerso nel verde del connemara a due passi dall'oceano...ovviamente la morsa della fame -tanto per cambaire- si fa sentire.. posiamo i bagagli e andiamo alla ricerca di qualcosa da mettere in pancia, con enrome gioia veniamo a sapere che siamo immerse nel nulla, il più vicino alimentari è a 8 km..e gli autobus urbani da queste parti sonoun optional..ci incamminiamo, almeno abbiamo la possibilità di goderci il panorama..la strada sembra infnita ma dopo un'ora e mezza di cammino e un centinaio di foto, arriviamo in paese... alle 6 siamo pronte per la cena , zuppa di pesce da leccarsi i baffi... ci voleva proprio e via scarpinata di ritorno... altre cento foto, pit stop obbligato davanti al mare, lettore mp3 nelle cuffie, il cielo d irlanda "a palla" urlato a squarciagola sotto IL cielo d'Irlanda "..e da Dublino fino al Connemara"..da brividi!ma i brividi veri arrivano qualche ora dopo.. verso le 8 e mezza il sole decide di andare a dormire e ci regala uno degli spettacoli più belli a cui abbiamo mai assistito nella nostra vita: un tramonto da lasciar senza parole... le foto non rendono quanto dovrebbero..
e con il ricordo di quel tramonto nel cuore ce ne andiamo a nanna... delle Aran raccontiamo domani..
intanto le foto le abbiamo caricate, sono sempre qui: http://www.flickr.com/photos/28990929@N02/
Buonanotte

"Living on your western shore
Saw summer sunsets, asked for more
I stood by your Atlantic Sea
And sang a song for Ireland"
eccoci tornte!dalla nostra avventura occidentale..finalmente linde e pulite e pronte per raccontare di luoghi che certo ci rimarranno impressi nel cuore... ma andiamo con ordine..
lunedì mattina, ore 13.05 partenza per Galway, zaino in spalla con il minimo necessario (minimo, minimo visto che siamo rimaste senza mutande) e tanta voglia di avventura... ovviamente, della serie cominciamo con il piede giusto, di quaranta giorni a disposizione per organizzare il tour i due geni (N.d.R i due geni saremmo noi) si sono capate come data di partenza il lunedì del Bank Holiday... ferie generali -.-, orari festivi..partenza all'una e arrivo, dopo 6 ore e il change a Athlone, a Galway in serata, in tempo però per goderci il meraviglioso porto e passeggare sull'oceano mentre il sole si diverte a mischiare luci e colori come solo un artista pazzo farebbe se avesse a diposizione il cielo come tela.. capatina all'ostello, chicchieratina con l'americana di turno e poi via per le vie di galway..andiamo... dove ci porta.. lo stomaco.. e come sempre, il suo fiuto ormai affinato non ci delude, ottimo salmone, a un ottimo prezzo. in un ottimo tipico irish pub... o almeno così sembra da fuori... appena ci sediamo basta un attimo per capire che nell'intera sala di tipico irish non c'è nessuno se non forse la cameriera, per il resto tutti italiani... (poi scopriamo che il locale è consigliato in una delle migliori guide di Galway.. eh eh il nostro istinto su questioni culinarie non sbaglia mai)...achiviamo il salmone (ma non la cipolla che ci terrà compagnia fino al giorno dopo) passeggiata per le vie della città tra musicisti e qualche ubriacone e poi ostello.. il giorno dopo Cliffs of Moher... sveglia di buon ora, sguardo dietro le tende... chissà che tempo farà... ovviamente it's raining... vabbè, schiarirà (l'ottimismo è il profumo della vita) saliamo sul pullman, primo posto, stile: gita scuola, secchione (o due a cui l'autobus induce l'uso del secchione)...no, no così vediamo bene la strada e il panorama... l'autista ingrana la prima, la seconda e poi via.. scopriamo che oltre a cambiare le marce sarà anche la nostra guida, che cul, parla a macchinetta, ma la sua voce induce il calar della palpebra, in più l'ora non ci assiste e il dondolare è deleterio.. cala sta palpebra e pure la testa (ogni tanto) .. m il simpatico irlandese alla guida se ne accorge (mavà e noi a fa le furbe al primo posto) e al microfono ci prende anche in giro (e-ya-eya-a)... ci svegliamo -la mancanza dell'espresso si sente sempre di più ma noi resistiamo- prima tappa: castello, very nice, su un mervaglioso specchio d'acqua si erge quest antica fortezza, 10 minuti per dare un'occhiata, fare qualche foto poi risaliamo sul pullam e in men che non si dica siamo pronti per riscendere.. bosco, erba, alberi.. 40 persone che camminano in centro e fanno foto a alberi (anche noi aviamente ne abbiamo fatte, da brave turiste!), sis sent aria di casa, sembra si essere tra i castagneti di Pito e così ci viene la genialata di organizzare tour tra il "morricò" e "l'addecò".. si, si..un affarone! siamo ora pronti tutte per le Cliffs... all'ora di pranzo siamo sulle scogliere..uno spettacolo... però putroppo una coltre di nebbia copre gran parte della visuale e la pioggia cade fitta e sottile, sono da lasciare senza parole già così, figuriamci con il sole.. ma d'altronde... così sono più suggestive (consoliamoci va)..a strapiombo sul mare, si ergono a setinelle dell'oceano, si specchiano nella sua acqua..il verde dei suoi pascoli si mischia al blu sottosante e qua e là c'è qualche mucca che appollaiata se ne sta lì, spettarice inconsapvole di uno spettacolo della natura..peccato per il tempo che ci lascia solo qualche sprazzo di visibilià, sembra che l'Atlantico stia fumando e invece è solo il cielo, stanco di starsene lassù, che si tuffa e avvolge tutto... ripartiamo, qualche altra tappa, sempre costa, sempre bellissima e poi ostello, di nuovo, next stop..connemara..ma questa è un'altra storia... e la raccontiamo domani... perdonate l'italiano, non è dei migliori, ma l'ora si fa sentire sulle facoltà intellettive
BuonaNotte Italia...

Appena finito di fare armi e bagagli, lasciamo la lovely Lily per qualche giorno, destinazione: Galway, Isole Aran, Cliffs of Moher, Conne Mara... zaino in spalla si parte per l'incontaminata Irlanda delle scogliere a strapiombo sul mare, dei luoghi incantati infestati di fate e leprecauni, di lande in cui la realtà si mischia alla fantasia dei cantastorie.. sperando che il tempo ci assista, perchè un po' di "sunshine" ci starebbe benissimo...
see you...

Come individuare un italiano in Irlanda:
Sei in Irlanda se:
See you later!
Silvia and Marta

Hi!!!
Ci siamo trasferite dalla lovely signora Lily, un po' schizzata con il suo cagnolino "Missy" (non trovate faccia molto soap opera?) ma la "lady" e il suo adorabile B & B meritano un post a parte, per ora vi segnaliamo solamente che le foto sono on - line a questo indirizzo:
http://www.flickr.com/photos/28990929@N02/
Enjoy!
Silvia and Marta
10 buoni motivi per cui probabilmente Silvia non tornerà in Italia (e Marta potrebbe farci un pensierino con famiglia e friends al seguito)


Grazie per i commenti, ci fate sentire a casa!
Stiamo combattendo con la lina, Flikr e splider per cui l'aggiornamento va un po' a rilento.. al più presto saranno in linea le foto (si spera)
Oggi la capricciosa Irlanda si è svegliata un po' di malumore speriamo che nel pomeriggio si rallegri un po' così Silvia potrà finire di ustionarsi (ma è mai possibile ustionarsi in Irlanda? eh si.. questo posto deve avere proprio qualcosa di magico)
Andiamo a cucinarci qualcosa di commestibile (si è vero, gli italiani pensano solo al cibo!)
Questa la nostra ultma giornata al Tourist Hostel, e già sappiamo che ci mancherà, domani il trasloco da Lily, la redazione cambia così sede!
Ci mancate!
Marta e Silvia
Kilkenny, Tourist Hostel, 25 luglio 2008

Le cronache irlandesi cominciano con un po’ di ritardo ... ma meglio tardi che mai, no?
Dietro alla porta rossa di Parliament Street n.35 (con la serratura alla “Harry Potter”) si anima il quartier generale della nostra personalissima redazione estera dalla quale cercheremo di tenervi aggiornati quotidianamente (sempre che la connessione regga e che le nostre teste siano in grado di formulare concetti che si avvicinino almeno in lontananza a qualcosa di sensato!)..visto il ritardo è d’obbligo un “nelle precedenti puntate…” riassuntivo…
Da quando abbiamo messo piede in terra irlandese sono cominciate le avventure (tralasciando il pre-partenza con il pullman in avaria, le valige sovrappeso, il tizio della dogana con una passione per acquasanta terme, il ritardo di 50minuti dell’aereo che è stato magicamente recuperato dal nostro speedy-pilota, lo steward italiano con una vena alla zelig e il tentativo di portarci a casa jet + steward simpaticone con un gratta e vinci) appena effettuato il check-out all’aeroporto di Dublino, con tanto di valige, ci siamo fatte una rampata di scale prima di capire che l’uscita era da tutt’altra parte -nessuno ci chieda il perché abbiamo ignorato un mega cartello con su scritto “NO EXIT”, per fortuna gli irlandesi sono gentiluomini per cui almeno una valigia “è stata scesa” -come direbbe silvia- da un baldo giovine che ci ha indicato la retta via!dopo il primo incerto passo in terra celtica è filato tutto liscio e siamo arrivate in quel di Kilkenny: un’adorabile cittadina medievale piena zeppa di pub, chiese, edifici colorati con porte arlecchine e semafori che allo scattare del verde sembrano urlarti “corri corri corri” quando e se funzionano perché alcuni sembrano dipinti o dotati di vita propria e decidono autonomamente quando diventare verdi a prescindere dal resto. Mentre scriviamo la pioggia cade fitta sui tetti di Kilkenny e sul tourist hostel mentre una francese prepara la cena al piano di sotto, una californiana in giro per l’Europa chiacchiera con noi sdraiata nel letto, un canadese ha appena finito di mangiare i suoi spaghetti al ragù. Qui sembra che il mondo tutto si mischi e diventi un tutt’uno, l’inglese bene o male è masticato da tutti, c’è chi mastica meglio chi un po’ peggio ma il modo di capirsi si trova sempre. Si, l’ostello ha certo i suoi piccoli disagi, il bagno in comune, l’acqua gelida/da ustione, il cambiarsi di notte a luci spente per non svegliare chi dorme ma è una di quelle esperienze che almeno una volta nella vita vanno fatte, perché poi ritrovarsi a parlare in una cucina con un’olandese e una statunitense mentre chiedi a un canadese come sia Galway e lo guardi cucinare pasta italiana marca “Roma” non ha davvero prezzo!Questa è per noi l’Irlanda, questo crogiolo (’mazza che termine arguto è?) di nazionalità ed esperienze diverse, di suoni colori e modi di fare, di gentilezza e disponibilità quasi dimenticate.. L’Irlanda lunatica e capricciosa che ti promette il sole e ti regala pioggia quando meno te lo aspetti ma che poi si fa perdonare vestendosi del suo verde più intenso e del suo azzurro più limpido. Dopo esserci congratulate con noi stesse per essere finalmente riuscite, dopo vani e vani tentativi a scrivere il primo post va detto:
1 ’mazza gli irlandesi quanto … ci tengono alla famiglia, pance e bimbi ovunque!
2 appena arrivate in Irlanda, prime persone conosciute per caso, tre italiani… dai,su siamo peggio dei cinesi… everywhere!
Dall’Irlanda con furore… per ora è tutto… salutateci la nostra Italia… gli spaghetti e il caffè!
Un bacio a tutti
Marta e Silvia